Musica

CAMMINARE

Album 2017

“Camminare” è il mio disco d’esordio, il mio primo album in studio. In esso sono presenti alcuni brani che si possono ritrovare nel Canzoniere e altri scritti in un periodo più recente. Il titolo allude alla vita intesa come percorso e movimento, e di alcuni momenti che le appartengono e di cui il disco intende essere testimonianza. Momenti legati al vissuto e all’elaborazione di sentimenti fondamentali quali il dolore, l’amore, il disagio esistenziale, il rapporto con l’infinito. Si inizia con due brani che cercano di consolare due vissuti drammatici, non personali ma altrui, facendo allusione alle esperienze che li caratterizzano: da un lato l’amarezza per l’esclusione dal sistema, dal mondo di quelli che contano, dall’altro la solitudine autodistruttiva di chi per un’eccessiva ricerca della propria autenticità e purezza perde il rapporto con l’altro e con le cose che lo circondano.

Si passa poi all’amore e a due brani che costituiscono un inno alla femminilità e all’ambiguità che la sottende, al mistero dell’interiorità delle donne. Il disco prosegue con altri pezzi in cui viene raccontato un disagio soggettivo e personale, a volte nascosto e oscuro, sfumato, di cui non di rintracciano i motivi e i confini. Nelle ultime tre canzoni prevalgono invece le atmosfere rarefatte e l’allusione a qualcosa di lontano e di inafferrabile, che può essere la dimensione del vago e dell’infinito, un amore passato di cui si rimpiange la memoria, o ancora l’atmosfera lunare di una notte d’insonnia.

L’album è disponibile su iTunes, Spotify, Amazon e tutte le principali piattaforme digitali.

PILLOLE DI MUSICA

La poetica di Tiziano Ferro

di Paolo Mansanti

Tiziano Ferro è una delle principali pop-star italiane. Il suo successo nella musica leggera e nello show-business può essere definito, senz’ombra di dubbio, un fenomeno di massa. Vai all’articolo

FOLK SONGS

LUCIANO BERIO

« Ho sempre provato un senso di profondo disagio ascoltando canzoni popolari (cioè espressioni popolari spontanee) accompagnate dal pianoforte. Vai all’articolo

CANZONI

Il mio incontro con la musica è, in realtà, innanzitutto incontro con la canzone, che è la forma espressiva che più mi appartiene a livello musicale. La canzone presenta, infatti, la duplicità della musica e della parola, accompagnate dall’espressività della voce. A farmi conoscere le potenzialità e la bellezza di questo mezzo è stata la produzione di Fabrizio de Andrè, che ho scoperto all’inizio dell’adolescenza, e che mi ha avviato al mondo dei cantautori italiani. Ho cominciato a scrivere le mie canzoni attorno ai vent’anni, e da lì non ho più smesso. Ne ho scritte molte, e sono state tutte raccolte, con testi e accordi, all’interno del libro “In viaggio (volume due) – Il canzoniere”, oltre che pubblicate sul mio canale YouTube. Recentemente, ho realizzato un disco con cinque brani inediti e cinque brani già pubblicati in precedenza.

Testi e accordi

LEI

Musicalmente, è un brano classico e pop, che mantiene la struttura tradizionale della forma-canzone, con ritornello e bridge di passaggio. Parla della fascinazione per una ragazza di cui si esalta la femminilità e la sensualità, ma che al tempo stesso viene riconosciuta nella sua ambiguità di fondo, cioè con un’interiorità nascosta che custodisce solo per sé, una specie di lato in ombra che ne svela la verità dietro all’apparenza. Viene mostrato anche, nel bridge, l’amore come attesa e desiderio, come apertura su una dimensione possibile, e quindi, implicitamente, come verità interiore da assecondare.


Do

Lei è terribilmente modaiola

Fa

lei è terribilmente bella

Lam

lei ha personalità e dolcezza

Rem

e non sbaglia un filo d’apparenza

Sol

lei dissimula e non si capisce a cosa pensa

Do

quando cammina balla

Rit.

Sol                                          Re

E mi piace mi piace mi piace nella sua smorfia

Do                                        Re

mi piace mi piace mi piace per come si comporta

Sol                                             Re

per come sorride e per quel filo di malinconia

Do                            Mim

che le sta così bene che nessuno vede

Do                                      Sol

che solo lei sa e non vuol far sapere

Lei con unghie laccate

e coi capelli fluenti

lei perfettamente giovane

e con la vita tra i denti

con un’allegria ostentata e la consapevolezza

che per vivere ci vuole bellezza

Rit.

Do                   Fa

Chissenfrega se non mi amerà

Do                             Sol7

se nemmeno capisce se magari lo sa

Do                                  Fa

io per ora so che devo stare qua

Sol7                 Do

forse un giorno succederà

Rit.

LE RAGAZZE

In questo brano, più sottile e minimalistico, è assente il bridge, e si presenta solo l’alternanza di strofa e ritornello. E’ una canzone meno pop e più vicino alla ballata tradizionale, un brano esile ma ugualmente significativo, dove la femminilità è descritta ed esaltata nella sua innocenza e nella sua poesia, nell’ambiguità e nel mistero che conserva, e allo stesso tempo nel fascino che emana. E’ un tentativo di descrivere l’animo femminile nelle sue sfumature più seducenti ed eteree.  


Do                              Fa                                 Do

Le ragazze che da bambine han creduto nelle favole

Lam                                           Do

che ti vedono e ti dicono sei un principe

Sol                                                    Do

che sono dolci come le stoffe delle bambole

Fa                                                Do

le ragazze che non credono alle rivincite

Sol                                         Re

Le ragazze non conoscono Kierkegaard

Do                                             Sol

guardano il mondo con occhi di perla

                               Re

che dio le abbia in lode

                      Sol

loro e la loro lanterna

Non le capisci perché sorridono e stan zitte

non ti dicono ciò che pensano mai

hanno un mondo che tu vedi solo di striscio

quando l’occhio si illumina sui guai

E le vedi darsi il trucco alle mani

per ornare il lineamento

che dio le abbia in lode

loro e il loro talento

SOTTO LA PIOGGIA

Qui siamo in un modo minore, mentre nelle precedenti canzoni era usato il modo maggiore. Il brano è una ballata divisa in due parti, con un breve inciso che funziona da coda e con la semplice ripetizione delle strofe. L’amore è visto come rimpianto e malinconia, come dimensione dimenticata ma che permane nel vissuto interiore, nella durata, superato dal flusso infinito in cui consiste il divenire della vita.


Lam                                Rem

Sotto la pioggia mi vien da pensare

Mim                                   Lam                                         

al senso che avresti avuto per me

Lam                                Rem

come un momento svanito e lontano

Mim                   Lam

marcito nel tempo senza quasi un perché

Sol                     Rem

e mentre la luna impolvera opaca

Mim                               Lam

quest’aria d’inverno che non se ne va

Mim                 Lam

lascia che io mi inventi dei giorni

Mim                   Lam

che sono ipotesi di felicità

Non resta più in me la fotografia

perché col tempo e con l’inquietudine

ogni frammento scivola via

dentro la calma della solitudine

non sei tra l’altro nemmeno il motivo

di tutto questo piangermi sopra

che mi riempie del compito di essere vivo

prima che l’alba non mi ricopra

Sol                         Rem

Eppure sei dentro i miei rimpianti

Mim                        Lam

come un treno scordato sepolto negli anni 2 v.

Sol – Rem  Mim – Lam – Sol – Rem – Mim- Lam

Fidati guarda che non ti penso

che tutta questa è una strana vicenda

tu non esisti e io sto vivendo

sei qualcosa di antico nella coscienza

ognuno cammina però chi lo sa

dove conduce tutto il suo viaggio

ma in fondo che importa dove si va

ciascuno a suo modo ci mette coraggio

Eppure fai parte dei miei rimpianti

come un treno perduto sepolto negli anni 2 v.

Sol – Rem – Lam – Mim – Sol – Rem – Mim – Lam

Vedi “Camminare” in Amazon

VIDEO

LEI

TROPPO BLU