Letteratura

Il mio rapporto con la letteratura si costituisce, fin dall’inizio, come rapporto privilegiato con la poesia. Entro in contatto con il linguaggio poetico fin da bambino, quando scopro, con la sensibilità dell’infanzia, le poesie di Leopardi, Pascoli, Carducci, insomma dei grandi classici della tradizione italiana, e cerco di riprodurne lo stile e la bellezza all’interno dei primi componimenti che inizio a scrivere. E’ ovvio che, tutto questo, da bambino si svolge come un gioco e a livello puramente inconscio. Il mio rapporto con la poesia, che poi si evolve nel rapporto con la musica e con la canzone, non è mai andato perduto, mantenendosi come sensibilità che mi appartiene profondamente.

 

PILLOLE DI LETTERATURE

Calvino – IL BARONE RAMPANTE

di Paolo Mansanti

Il Barone rampante si presenta come enorme metafora sul senso (ontologico) della vita: un provenire dall’Altro, senza apparente possibilità di distinguersene vai all’articolo

Tolstoy – ANNA KARIENIN

di Paolo Mansanti

Anna Karenina ha tre versanti tematici fondamentali (ma nel suo intreccio polifonico se ne possono trovare anche di più): è un ritratto sottilmente ironico della società russa dell’Ottocento, della vita mondana;  vai all’articolo

James Joice – ULISSE

di Paolo Mansanti

Non è facile stringere in un’unica immagine l’Ulisse di Joyce. Infiniti sono infatti i suoi riferimenti tematici e ineffabile il suo barocchismo stilistico vai all’articolo

Flaubert -MADAME BOVARY

Madame Bovary è un romanzo che, da un punto di vista stilistico, si contraddistingue per due della caratteristiche che Calvino assegnava alla modernità letteraria vai all’articolo

POESIE

Estraiamo dalla raccolta di poesie “In viaggio” alcuni componimenti che possono essere significativi. Il primo si intitola “Temporale”, ed è quello che apre la raccolta. L’atmosfera del mondo esterno si costituisce come l’espressione di uno stato d’animo che ricorda la tristezza e l’abbandono, la cupezza e l’oppressione, il dolore, l’angoscia e il ripetersi dell’identico. Ciò che accade nel soggetto, che osserva il mondo esterno, corrisponde perfettamente a ciò che vede. Tuttavia, questo non implica, nel soggetto, remissione e sconfitta, ma presa di consapevolezza della responsabilità e del coraggio che occorrono nel cammino della vita.

TEMPORALE

Fuori piove. E’ un tempo grigio e mesto

di ombre e cicalecci e transitare

di anime reiette. Scorre sopra

un vento forte, che ai rami tagli gli alberi

e a un lento rassomiglia lamentare,

come un flutto, un lungo depurare.

Anch’io son fra la gente, e strabuzzati

ho gli occhi più di loro, e insanguinati

di lacrime inespresse come pietra.

Rimango nell’attesa, e taglia un altro ramo.

Continuerò questa battaglia senza resa,

eroico se si può, se ancor possiamo.

La seconda poesia che estraiamo si intitola “Sul viaggio”, e approfondisce il discorso sul percorso della vita, a partire dalla considerazione del divenire ineludibile e continuo che la costituisce. Questo divenire è visto come un movimento all’interno del quale è sempre presente, necessariamente, il negativo e l’imperfetto, ciò che oscura la bellezza del cammino e non può essere giustificato da un senso superiore. Data questa consapevolezza, la poesia invita, in conclusione, a godere della visione dell’Evento quando esso accade, senza cercare di ricondurlo a un senso complessivo.

SUL VIAGGIO

Ogni giorno

è un punto di non-ritorno,

un esser portato dai flutti, un superare.

Cerchi di trattenere

i tesori del viaggio, e di buttare a mare

ciò che sporca il cammino.

Ma fallisci, e sempre la tua rete

sarà piena di carbone e inchiostro nero.

Accanto alla luce avrai sempre il nero

– che punge come un riccio

malefico di mare

le perle e le conchiglie.

Ma ogni tanto, ecco…

che qualcosa torna a brillare.

Non fare bilanci, non soppesare

– guarda solo questo tornare a brillare.

Quindi, se da un lato, come emerge da queste poesie, il cammino della vita va inteso, nonostante il dolore e l’angoscia, con responsabilità e coraggio, e, dall’altro, come visione istantanea dell’Evento che non abbisogna di giustificazioni superiori, possiamo infine notare come questo percorso emerga infine nella sua dimensione di apertura abissale e panica in cui si rivela come tempo e come verità dell’Essere, sospesa sul precipizio del non-senso.

PASSAGGIO

E’ l’ora della mia adolescenza.

Ho un martirio al cuore doloroso

e bene non capisco il misterioso

abisso che si smuove e mi sprofonda.

Mi conduce avanti e indietro, e mi confonde,

della vita tra gli anfratti mi sgomenta,

in quest’essere portato fra le onde

del singolo e del cosmico spavento,

nell’estasi paurosa e gli sconcerti

di ciò che è, che fu, e sarà, non so,

terrorizzati e strutti, tra i deserti

labirintici privi di pietà.

La poesia continua a costituire, a tutt’oggi, accanto alla scrittura delle canzoni, una delle mie principali attività artistiche e letterarie. Verrà, infatti, presto pubblicata una nuova raccolta, con componimenti inediti. Ma, recentemente, si è aggiunta, all’interno della mia produzione, la scrittura di un romanzo, interamente autobiografico, che rappresenta il mio primo tentativo in una direzione letteraria diversa da quella poetica. Anch’esso verrà pubblicato a breve. 

RECENSIONE