Homepage

paolo mansanti

Paolo Mansanti

Ferrara

Monchio delle Corti

il viaggio

Pubblicazioni

IL ROMANZO

Questo che viene pubblicato da Europaedizioni è il mio primo romanzo. Nasce quasi per gioco, su invito e stimolo da parte di alcuni amici che mi suggeriscono di cimentarmi anche con la narrativa. In precedenza, in effetti, per quello che riguarda la mia produzione letteraria, mi sono sempre sentito più legato all’immediatezza e alla brevità della poesia o della canzone – dicamo così, cioè, della pura intuizione del verso. E così, un po’ per gioco e un po’ per sperimentazione, un paio di anni fa mi sono divertito a scrivere e a dare una forma romanzesca ad alcuni eventi della mia vita. Scrivevo man mano che le cose succedevano, quindi il materiale è interamente autobiografico. Questo per quel che riguarda la prima parte del romanzo. La seconda parte, invece, è stata scritta di getto quasi due anni dopo.

Ne è uscita fuori un’opera che, a veder mio, per quanto non abbia implicato il lavoro della fantasia, dischiude un orizzonte narrativo, personaggi e atmosfere (tra il fiabesco e l’iperrealistico) che hanno una loro credibilità e compiutezza letteraria, cioè che “sembrano” davvero storie immaginarie. Si respira una certa sospensione degli eventi stessi, soprattutto nella prima parte, mentre la seconda è più tesa e più legata all’azione. Non è un romanzo che parla solo d’amore: l’amore è inserito all’interno di un discorso che vuole alludere all’interiorità e al suo mistero insondabile, al rapporto con gli altri e alle maschere che sempre ci portiamo addosso, all’autonalisi e alla conoscenza di sè, al raggiungimento della propria autenticità, fino a raggiungere, nella seconda parte, l’aspetto di una vera e propria discesa agli inferi nell’autre monde della schizofrenia, che diventa infine spiraglio di un ritorno alla rinascita. Credo di aver scritto il tutto con un stile che, per quanto abbia, soprattutto nella prima parte, momenti anche poetici ed evocativi, è sostanzialmente classico e nitido, neutro e impersonale, “freddo” nel suo tentativo di descrivere gli eventi lasciandoli alla loro purezza e alla loro capacità di coinvolgere il lettore. Spetta a voi giudicare il risultato. 

RECENSIONE

Correndo a piedi nudi sopra i versi scarni e duri di Paolo Mansanti si rischia l’inciampo dell’incanto. Come se davvero al poeta fosse data l’ultima voce, per svelare il niente su cui le nostre inutili corse, gli affanni sciocchi dei giorni che ritornano sempre nel loro uguale, siano destinati ad avvicendarsi, nella solitudine estrema dei nostri percorsi. (…) Ed ecco allora che, nel terreno creativo di Paolo Mansanti (come se persino le parole avessero perso da un tempo indefinito la forza dell’annuncio), ritroviamo, attraverso lo sforzo di raggiungere la patria del vero linguaggio, l’immediatezza pura e insieme profondità lacerante della poesia”. (Dalla Prefazione di Francesca Boari).

Cosa è presente in questo Canzoniere? Storie perlopiù individuali, con qualche accenno al disagio politico. Vicende che non escludono la solitudine e la ricerca dell’autentico. Sono canzoni aperte sul futuro, dove il presente è oscuro e dove l’Altro manca. Dove conta il tempo e il suo mistero. Dove si cerca di agire bene, e si sa che esiste il dolore. Dove ci si innamora, sempre, ancora, e dove l’infinito non risponde”. (Dall’introduzione di Paolo Mansanti)

Jacques Lacan, (1901-1981), di formazione medico e psichiatra, amico dei surrealisti in gioventù, ha valorizzato particolarmente il ruolo svolto dal linguaggio per la formazione stessa dell’inconscio, proponendo un legame indissolubile tra le due dimensioni. Personaggio eccentrico, dallo stile espositivo raffinato e barocco, Lacan diviene celebre negli anni Sessanta per la pubblicazione dei suoi “Scritti”, divenuti all’epoca molto di moda. Dedicatosi inizialmente all’esplorazione dell’immaginario con la teoria dello stadio dello specchio, ha sviluppato in un secondo momento il registro del simbolico, arrivando poi, negli ultimi seminari, a enfatizzare la dimensione del reale. Tuttavia, i tre registri qui presentati (reale, immaginario e simbolico) sono stati sempre considerati unitariamente da Lacan, che non ha mai dato al suo insegnamento un indirizzo sistematico. A differenziarlo dagli altri teorici della psicanalisi è, tra le altre cose, la valutazione del discorso dell’inconscio rispetto a quello dell’io e l’accento posto sul tema del desiderio.

Francesca Boari intervista Paolo Mansanti dopo la pubblicazione del libro di poesie “In viaggio” e del saggio filosofico “Un commento al pensiero di Jacques Lacan”. Dalla poesia alla filosofia, passando per il discorso sul linguaggio.

CAMMINARE

“Camminare” è il mio disco d’esordio, il mio primo album in studio. In esso sono presenti alcuni brani che si possono ritrovare nel Canzoniere e altri scritti in un periodo più recente.

Vai alla pagina della musica

LEI

Primo singolo estratto dall’album “Camminare” in uscita il 25 novembre su iTunes, Amazon, Spotify e tutte le principali piattaforme. digitali.

LIBRO DEGLI OSPITI

Scrivi un nuovo messaggio sul guestbook

 
 
 
 
 
 
I campi contrassegnati con * sono obbligatori.
Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.
Per ragioni di sicurezza salveremo il tuo indirizzo IP 18.207.255.49.
Il tuo messaggio potrebbe essere visibile nel guestbook solo dopo che l'avremo controllato.
Ci riserviamo il diritto di modificare, eliminare o non pubblicare messaggi.
3 messaggi.
Margherita Margherita da MINERBIO pubblicato il Dicembre 3, 2017 alle 6:17 pm:
Ciao Paolo,
davvero complimenti per i tuoi lavori.
Margherita
Manuela Manuela da parma pubblicato il Dicembre 2, 2017 alle 6:39 pm:
Grande paolo.
complimenti
youri youri da Ferrara pubblicato il Novembre 12, 2017 alle 2:16 pm:
CIAO PAOLO.